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Corporate academy su misura: l’architettura della performance oltre l’infodumping

by Gianluca Ambietti on

La situazione della formazione aziendale contemporanea è segnato da un paradosso di inefficienza. Nonostante l’aumento costante degli investimenti in piattaforme digitali e librerie di contenuti, il divario tra l’erogazione della conoscenza e l’effettivo cambiamento dei comportamenti professionali continua ad ampliarsi.

Il problema risiede in un modello di progettazione obsoleto che considera l’apprendimento come un processo di accumulo di informazioni. In questo contesto, la corporate academy su misura non deve essere intesa come un semplice contenitore di corsi, ma come un’infrastruttura tecnica progettata per generare performance misurabile attraverso il metodo dell’action mapping.

La crisi del modello basato sui contenuti

La maggior parte delle accademie aziendali nasce con un approccio centrato sul contenuto. Si identificano le lacune teoriche e si risponde con la produzione di moduli didattici, slide o video.

Questo approccio, definito spesso come infodumping, ignora le basi biologiche e cognitive dell’apprendimento umano. Il cervello non è un archivio passivo; è un sistema di selezione che scarta tutto ciò che non riconosce come immediatamente funzionale alla risoluzione di un problema reale.

Quando un’azienda acquista pacchetti di corsi standardizzati su temi complessi come le soft skills, espone i propri collaboratori a una mole di informazioni decontestualizzate. Senza un legame diretto con la realtà operativa, la ritenzione dell’informazione crolla drasticamente nel giro di poche ore. La corporate academy su misura inverte questo processo eliminando il contenuto superfluo e focalizzandosi esclusivamente sulle azioni che generano valore per l’organizzazione.

Primo pilastro: definire il risultato di business

L’apprendimento pratico, secondo i principi di Cathy Moore, non inizia mai dalla definizione degli obiettivi didattici, ma dalla definizione degli obiettivi di business. Una corporate academy su misura non dovrebbe mai porsi come fine ultimo il fatto che le persone sappiano qualcosa, ma piuttosto che le persone facciano qualcosa in modo diverso.

La progettazione parte da un kpi chiaro. Se l’obiettivo è migliorare la leadership, non ci si chiede cosa debba sapere un leader, ma quale problema di business la mancanza di leadership stia causando.

Potrebbe trattarsi di un alto tasso di turnover, di una bassa produttività dei team o di una gestione inefficiente dei progetti. Identificare il problema di business permette di costruire un percorso formativo che sia, a tutti gli effetti, una soluzione operativa.

Secondo pilastro: identificare le azioni critiche

Una volta stabilito l’obiettivo di business, il passo successivo consiste nell’identificare le azioni specifiche che i collaboratori devono compiere per raggiungerlo. In questa fase, la corporate academy su misura agisce come un filtro analitico. Bisogna distinguere chiaramente tra ciò che è utile conoscere e ciò che è indispensabile fare.

Spesso il fallimento di un processo non è dovuto a una mancanza di conoscenza, ma a barriere ambientali, mancanze tecnologiche o processi interni difettosi. Se un dipendente conosce la teoria ma non dispone degli strumenti per applicarla, la formazione è inutile.

La progettazione su misura serve a isolare le reali lacune nelle competenze e a costruire attività di pratica deliberate esclusivamente su quelle azioni critiche, ignorando tutto il resto.

Terzo pilastro: la progettazione di scenari e sfide

Il cuore di una corporate academy su misura è la pratica. L’apprendimento non avviene durante la spiegazione, ma durante il tentativo di risolvere un problema. Invece di strutturare i corsi come una sequenza di slide informative seguite da un test finale, la metodologia Otomo prevede la costruzione di scenari simulati.

Il collaboratore viene posto di fronte a una situazione lavorativa verosimile e deve prendere una decisione operativa.

La simulazione non fornisce un voto, ma mostra una conseguenza. Se il discente prende una decisione errata, lo scenario evolve mostrando l’impatto negativo di quella scelta sul lavoro, sui colleghi o sul cliente.

Questo feedback intrinseco è lo strumento più potente per modificare i modelli mentali. L’apprendimento diventa un’esperienza attiva di trial and error condotta in un ambiente sicuro, dove l’errore non è un fallimento ma la base per il consolidamento della competenza.

Il ruolo dell’informazione just-in-time

In una corporate academy su misura progettata correttamente, l’informazione non scompare, ma cambia posizione. Non è più il punto di partenza, ma diventa un supporto alla performance. Seguendo il principio del carico cognitivo, l’utente riceve la teoria solo quando ne ha bisogno per superare la sfida pratica che sta affrontando.

Questo metodo imita il modo in cui i professionisti risolvono i problemi nella realtà: nessuno studia un manuale da mille pagine prima di iniziare un lavoro, ma consulta le risorse necessarie nel momento in cui incontra una difficoltà. Fornire l'informazione nel flusso dell’azione riduce lo sforzo mentale e aumenta la pertinenza di ciò che viene appreso. I contenuti aziendali, come manuali tecnici o linee guida interne, vengono così trasformati in brevi risorse di consultazione integrate negli scenari di pratica.

La codifica scientifica delle soft skills

Le competenze trasversali rappresentano spesso l’area più critica e meno efficace della formazione tradizionale. Temi come la comunicazione, l’intelligenza emotiva o la negoziazione vengono solitamente trattati con un linguaggio vago e astratto. Una corporate academy su misura deve invece trattare le soft skills con la stessa precisione chirurgica delle competenze tecniche.

Mappare le soft skills significa tradurle in comportamenti osservabili all'interno della specifica cultura aziendale. Non si insegna a essere empatici in generale, ma si progettano scenari in cui bisogna gestire il feedback negativo di un collaboratore senior utilizzando i protocolli di comunicazione interni all’azienda. In questo modo, l'apprendimento non riguarda più la sfera della personalità, ma diventa l'acquisizione di una tecnica professionale ripetibile e misurabile.

Misurazione e protezione del capitale intellettuale

Il vantaggio finale di una corporate academy su misura è la capacità di proteggere e capitalizzare il sapere interno. Molte aziende soffrono di una dispersione costante di conoscenza dovuta al turnover o alla mancanza di formalizzazione dei processi. Costruire un’accademia basata sull'azione significa estrarre il metodo dei migliori performer dell’azienda e renderlo disponibile a tutti.

La misurazione del successo non si basa più sul tasso di completamento dei corsi, una metrica priva di valore reale per il business, ma sull'osservazione dei cambiamenti nei kpi iniziali.

Se l'accademia è stata costruita per ridurre i tempi di onboarding, il successo è dato dal momento in cui i nuovi assunti diventano operativi. Se l'obiettivo era la riduzione dei reclami, si misurerà la variazione percentuale di questi ultimi. La formazione smette di essere un costo di gestione e diventa un investimento strategico nell’efficienza operativa.

Verso un ecosistema della performance costante

Scegliere un approccio basato sulla progettazione della performance significa accettare che la conoscenza non è il fine, ma il mezzo. Una corporate academy su misura non si limita a istruire, ma plasma il modo in cui l'organizzazione lavora e risolve problemi. Attraverso l'uso degli scenari, l'eliminazione dell'infodumping e l'applicazione rigorosa dell'action mapping, l'azienda trasforma la propria cultura dell'apprendimento in un vantaggio competitivo duraturo.

In Otomo crediamo che la formazione debba essere asciutta, tecnica e focalizzata sul risultato. Solo eliminando il superfluo e concentrando ogni risorsa sulle azioni che contano davvero è possibile costruire un’organizzazione capace di evolversi con precisione scientifica.